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Resoconto conferenza Arco (TN)


di Daniel Iversen, Patrizia Diodato e Davide Gaulli
A dire il vero, mentre salivo le scale per arrivare alla sala delle conferenze del Palazzo Panni di Arco ero un pò timoroso: non sapevo quanta gente avrei trovato in un freddo lunedì sera, soprattutto gente che fosse interessata ad un argomento come l'Open Source, che molti associano subito a informatici smanettoni che parlano un linguaggio criptico.
Con mio stupore però, entrando nella sala, ho notato che moltissime sedie erano già occupate, sia da giovani che da persone un po più più anziane: in totale c'erano una sessantina di interessati, ansiosi che la conferenza iniziasse.
Mattia, della Busa Consapevole, associazione locale fulcro per la creazione di questo evento, ha introdotto brevemente la serata, lasciando subito spazio al primo relatore: Davide Gaulli, giovane informatico e coordinatore cittadino del gruppo milanese del Movimento Zeitgeist.
“Gau” è entrato subito nel vivo facendo scorrere le slides e spiegando alla base cos'è il concetto Open Source e com’è nato, illustrando quanto sia importante condividere le idee in un'economia della Terra, in contrapposizione all'economia di mercato, che adotta barriere, lucchetti e copyright, facendo si che le persone non riescano ad esprimere al meglio la propria creatività.

Ci ha anche illustrato in che modo il sistema attuale fa sì che il consumo sia ciclico: con le mode e la creazione di brand (la creazione di un consumatore insoddisfatto e quindi di un bisogno) e grazie all’obsolescenza programmata, ossia far sì che un oggetto abbia la data di scadenza e si guasti, “casualmente”, di solito subito dopo la scadenza della garanzia.
Davide ci ha poi spiegato la nascita del sistema operativo Linux, che oggi, in particolare grazie alla distribuzione Ubuntu, è diventato fruibile e utilizzabile facilmente anche dalle persone abituate a Windows e altri sistemi operativi proprietari come Lion o Leopard (Apple). Da li si è poi allacciato al concetto di copyleft, parlando del Creative Commons, e facendo conoscere al pubblico alcuni esempi, presi dalla miriade di progetti Open Source e "free" che il movimento Zeitgeist cerca da tempo di divulgare e mettere in pratica (nel google doc : http://goo.gl/37nvm): CouchSurfing, ossia condividere un posto sul proprio divano o un posto letto con viaggiatori di tutto il mondo, e usufruirne voi stessi, a titolo gratuito senza dover per forza ricambiare, oppure Khanacademy, lezioni gratis di alto livello che trattano tantissime materie on-line, sempre in espansione, Wikipedia, la popolare enciclopedia sul web che tutti conoscono, e altri ancora.
Davide ha poi passato la parola a Jacopo, che, da vero “animale da palcoscenico” è entrato subito nel vivo parlando di Open Source Ecology, progetto internazionale, iniziato da lui in Italia solo un anno fa: mira alla costruzione di macchinari utili, costruiti in modo da durare nel tempo e in modo da essere modulabili, con pezzi facilmente sostituibili, per iniziare una nuova civilizzazione, non più vincolata da regole di mercato, al contrario di quello che avviene oggi per i macchinari industriali.
Stupore e incredulità da parte del pubblico dopo aver visto le immagini della pressa per mattoni, in grado di farne 10 mila al giorno con normalissima argilla e paglia, adatti a costruirci una casa, resistente e traspirante. Ancora più incredibile, a giudicare dagli occhi della gente presente in sala, la storia di Wikispeed: un progetto (riuscito) di costruire un’automobile totalmente Open Source: già esiste, già è fattibile, fa da 0 a 100km/s in 5 secondi, fa 175km con 3,78 litri di benzina e ha ottenuto 5 stelline (il massimo) nel crash test.
Alcune persone sono subito intervenute chiedendo ulteriori spiegazioni a Jacopo, che si è mostrato molto disponibile a fornirle, anche nei dettagli. L’incredulità e lo scetticismo sono qualche volta usciti allo scoperto, per fortuna le prove sono tangibili, si possono toccare con mano.
Sono state distribuite al pubblico alcune mollette per il bucato molto particolari, anche se non si direbbe a prima vista: di solito si tratta oggetti di uso quotidiano che si rompono dopo 1 o 2 anni di uso, visto che sono progettate per rompersi. Bene, le mollette che ci ha portato Jacopo avevano 10 anni, e sembravano appena uscite dalla produzione.
I grossisti però, a quanto ci ha raccontato, non le vogliono, perché, vendute quelle non servirebbero nuove sostitute per quelle guaste (salvo rari casi).
Jacopo ci ha illustrato la stampa 3D, facendoci vedere un oggettino stampato con la RepRap, una stampante Open Source in grado di stampare se stessa per il 70% e presto questa percentuale salirà ancora. Sta inoltre studiando, insieme ad alcuni membri del GdL Tecnologia di Zeitgeist Italia , un modo per poter sciogliere la plastica PET delle bottiglie, così da poterla usare in seguito per stampare oggetti con la RepRap.
Jacopo ci ha anche portato della canapa, pianta tessile attualmente poco usata, di una varietà la cui coltivazione è legale in Italia, già lavorata, che lui insieme a OSE, mira a far tornare in uso, anche grazie alla decorticatrice che hanno in progettazione.
Alla fine il pubblico è stato lasciato libero di intervenire avendo così modo di creare moltissimi spunti per la discussione, che è andata avanti fino a sera tardi, con la sorpresa di un intervento da parte di una persona che ci ha fatto conoscere una realtà consolidata nella regione Trentino, impegnata nel portare avanti da anni la battaglia per distribuire Linux nelle scuole: il Laboratorio Innovazione Tecnologica Supporto Apprendimento (LITSA). A conferenza conclusa, la conversazione con il gruppo di amici della Busa Consapevole, di TZM e del luogo, si è protratta nelle vicinanze, al pub Gatto Nero, dove c'è stato uno scambio molto proficuo di contatti e di idee, allietato da una piacevole bicchierata. Non mi resta ora che ricordare il prossimo appuntamento, sempre ad Arco, nell auditorium di Palazzo Panni, il 10 dicembre. Gli argomenti della serata saranno: la moneta, il sistema monetario e Arcipelago SCEC. Vi aspettiamo numerosi.

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