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Rendere l’acqua potabile universalmente disponibile è 'fattibile'



Fonte: Phys.org
Rendere l’acqua potabile accessibile a livello globale è una delle più grandi sfide di questo secolo. Tuttavia, un nuovo studio dell'Università di Oxford sostiene che tale obiettivo sia raggiungibile se vengono seguiti i punti chiave di una buona gestione.
Esso propone un quadro basato su esempi di buone pratiche in Asia meridionale e nell’Africa sub-sahariana, aree che, sostengono gli autori, presentano le più ardue sfide di tutti i paesi in via di sviluppo.
Lo studio avverte, tuttavia, che l'entità degli investimenti necessari per l'aggiornamento della spesso trascurata e vecchia infrastruttura di condutture e pompe per l'acqua va oltre i tempi ristretti dei progetti desiderati dai politici.
I risultati sono stati pubblicati in una raccolta di riferimento con documenti sulla sicurezza idrica, sui rischi e sulla società dalla rivista Philosophical Transactions della Royal Society A.

Lo studio dice che il problema di fornire acqua pulita è più grave nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa, dove le vecchie infrastrutture faticano a tenere il passo della popolazione urbana in rapida crescita; nelle aree rurali milioni di pompe per l'acqua sono inutilizzate, in attesa di essere riparate. Nonostante l’aver raggiunto l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio sull'accesso all'acqua potabile nel 2012, oltre 780 milioni di persone ancora non hanno acqua potabile sicura e affidabile, afferma il rapporto, causando problemi di salute in gran parte prevenibili che colpiscono in particolare donne e bambini.
Sulla base di nove casi di studio in Cambogia, India, Kenya, Uganda e Senegal, gli autori hanno analizzato nuovi dati nelle zone rurali e urbane per confrontare quello che gli autori chiamano “gli  aspetti poco studiati sulla sicurezza dell'acqua”, la parte istituzionale di come le riserve d'acqua vengono distribuite, i loro sistemi operativi e di gestione.
Hanno esaminato i sistemi di pagamento per l’acqua e la qualità del servizio, come quanto velocemente le perdite o le pompe vengono riparate e se le popolazioni hanno acqua su richiesta o un servizio regolarmente interrotto.
Lo studio suggerisce che un fattore critico in tutti i casi è l’avere un buon sistema per mantenere le riserve idriche esistenti. Inoltre, i nuovi sistemi informativi sono risultati essere importanti per migliorare il modo in cui la qualità del servizio viene monitorata. In Africa occidentale, per esempio, una piattaforma strutturata di crowd sourcing è utilizzata dai gestori del sistema idrico per inserire dati settimanali tramite un'applicazione per smartphone; in Africa orientale, un sistema di monitoraggio tramite cellulari sta portando a tempi di riparazione minori per le pompe dell'acqua.
Le bollette in ritardo sono ancora un problema enorme nei paesi in via di sviluppo, di conseguenza spesso non si riesce a recuperare i costi dei servizi necessari per investire nelle infrastrutture. Lo studio mette in evidenza un sistema di pagamento di successo per l’acqua tramite i cellulari adottato in una città del Kenya, che era il modo preferito di pagare le bollette per l'85 % dei clienti che altrimenti avrebbe dovuto fare spesso la fila negli uffici dell’azienda idrica. Sistemi di pagamento più efficienti e trasparenti non hanno solo ridotto i debiti, ma hanno anche contribuito a sradicare le pratiche di corruzione che deviavano i pagamenti dell’acqua verso canali illegittimi.
Lo studio mette in guardia che le barriere al progresso includono gli interessi degli individui che beneficiano dello status quo e gli investimenti pubblici errati che sono a breve termine e senza misure reali di prestazioni. Tuttavia, gli autori sostengono che questi risultati forniscano la prova concreta per dimostrare come i problemi dell'acqua potabile possano essere gestiti e ridotti “anche nei contesti più difficili e impegnativi”.
L'autore principale, il Dottor Rob Hope, della Smith School per le Imprese e l'Ambiente presso l'Università di Oxford, ha detto: ”Speriamo che questo studio fornisca un quadro di riferimento per la progettazione di politiche atte a guidare gli investimenti per ridurre sistematicamente i problemi dell'acqua potabile nei contesti urbani e rurali. Questi casi di studio dimostrano una varietà di approcci adottati dai paesi in alcune delle circostanze più difficili.
Essi fissano dei punti di riferimento rispetto ai quali gli altri possono misurare i propri progressi. I nostri esempi includono gestori delle risorse idriche che hanno introdotto sistemi di bonus per premiare sia i buoni risultati sia la competizione tra le diverse aree in modo da innalzare lo standard di servizio. Alcuni fornitori di servizi idrici hanno trovato modi di dare sussidi per ampliare l'accesso all’acqua per i clienti con i redditi più bassi. Ci sono altri esempi di iniziative volte a promuovere una maggiore efficienza che può significare più rapide riparazioni di perdite o di pompe per l'acqua o il sostituire il razionamento con un servizio continuo.
Nonostante le prospettive, spesso cupe, espresse da alcuni sul riuscire a rendere l'acqua potabile più accessibile, questi casi di studio nell'Africa sub-sahariana e nell’Asia meridionale dimostrano che vi sono cammini percorribili per trasformare i servizi idrici, quindi, potenzialmente, per migliorare la salute dei milioni di persone che dipendono da essi”.
Nel frattempo, nella stessa raccolta di articoli della rivista, il Professor David Bradley dell'Università di Oxford scrive che il programma di monitoraggio sviluppato per misurare il successo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) per migliorare l'approvvigionamento idrico territoriale e la condizione igienico-sanitaria di base in tutto il mondo si è rivelato efficace. Il suo articolo tratta se il successore degli OSM per il 2015 sulla sicurezza idrica comprenderà anche l'acqua per l'agricoltura, il controllo
 delle inondazioni e l'ambiente dopo il 2015.

Traduzione a cura di Nino Aloi, revisione di Vincenzo Barbato

Altre notizie: Stati Uniti, l’igiene dell’acqua potabile è ancora una preoccupazione: CDC
Maggiori informazioni: Lo studio di Rob Hope: rsta.royalsocietypublishing.org/content/371/2002/20120417.full
Lo studio di David Bradley: rsta.royalsocietypublishing.org/content/371/2002/20120420.full
Riferimento ufficiale: Philosophical Transactions della Royal Society A
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